Cloud in Italia: cresce il modello ibrido

Cloud ibrido Italia

La terza edizione dell’Enterprise Cloud Index, ha evidenziato anche in Italia un significativo progresso nell’adozione di cloud privati, ibridi e pubblici.

La pandemia di COVID-19 ha dato ulteriore impulso a questo processo. Nel complesso, la ricerca ha evidenziato una progressiva tendenza verso il cloud ibrido. I piani aziendali dei prossimi 5 anni, guardano proprio in questa direzione.

E l’Italia segue la tendenza.

L’88% degli intervistati italiani, considera il cloud ibrido il modello operativo IT ideale. In questo senso, gli step già compiuti sono: dismissione dei tradizionali data center non abilitati per il cloud e adozione di cloud privati e pubblici, che verranno poi integrati in un ambiente ibrido.

3 i principali motivi alla base del cambiamento delle infrastrutture Cloud in Italia:

  • Miglioramento del supporto fornito ai lavoratori da remoto (62%)
  • Migliore controllo dell’utilizzo delle risorse IT
  • Maggiore flessibilità per soddisfare le esigenze aziendali


“La pandemia di COVID-19 ha costretto molte aziende italiane ad utilizzare infrastrutture di cloud pubblico per supportare rapidamente un gran numero di lavoratori da casa e, in generale, ha portato a nuovi investimenti in infrastrutture e strumenti di cloud ibrido. E’ anche vero che le aziende italiane hanno capito che il modello cui erano abituate non era più sostenibile, soprattutto in ottica di digital transformation. Ecco perché oggi, il belpaese punta con convinzione e decisione al cloud ibrido, un modello che rappresenta di fatto la chiave di volta per la business agility”. E’ così che ha commentato Alberto Filisetti, Country Manager di Nutanix Italia.

Ma come funziona il cloud ibrido?

I cloud ibridi combinano l’infrastruttura locale, o cloud privati, con i cloud pubblici, consentendo alle organizzazioni di sfruttare i vantaggi di entrambe le soluzioni. In un ibrido i dati e le applicazioni possono spostarsi tra i cloud pubblici e privati, offrendo maggiore flessibilità e più opzioni di distribuzione. Per queste ragioni, è riconosciuta come la soluzione cloud migliore.

Un ambiente cloud ibrido integrato, contribuisce ad abbattere i silos, ridurre le inefficienze, dare impulso alle iniziative digitali. In quest’ottica, ciò che conta, è creare un’infrastruttura flessibile e scalabile, in grado di soddisfare sia le esigenze quotidiane delle aziende sia eventuali criticità future.

Fondamentale poi, è anche puntare allo sviluppo delle competenze IT necessarie per gestire con efficacia ambienti di questo tipo.

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