Cloud e Datacenter sostenibili entro il 2030

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Cloud e datacenter sposano la sostenibilità ambientale con iniziative a livello europeo. L’eco-sostenibilità diventa un vero e proprio modo di fare impresa, che coinvolge e abbraccia anche il settore del cloud computing.

Quanto l’industria del cloud computing può favorire un’informatica sostenibile a difesa del pianeta? A poco più di un anno dal Green Deal europeo (avevamo affrontato l’argomento qui), i principali esponenti dell’industria del cloud e gli operatori di data center rinnovano il loro impegno green.

25 società e 17 associazioni hanno siglato il “Patto per la neutralità climatica dei data center“, un’iniziativa di autoregolamentazione, creata in collaborazione con la Commissione europea e finalizzata a rendere queste infrastrutture ad impatto zero, entro il 2030.

Frans Timmermans, vicepresidente per il Green deal europeo ha sottolineato come tale patto rappresenti “un impegno per la collettività da parte di importanti protagonisti dell’industria dei dati”, offrendo un “gradito primo passo nel realizzare i nostri obiettivi comuni per un futuro intelligente ed ecosostenibile”. Ecco allora la necessità di partire dai datacenter, colonna portante della quarta rivoluzione industriale.

Efficienza energetica anche per i datacenter.

L’iniziativa, fissa obiettivi ambiziosi per il 2025 e il 2030. Cinque le aree di interesse che verranno monitorate dalla Commissione europea:

  • Dimostrare l’efficienza energetica con obiettivi misurabili;
  • Acquistare energia al 100% priva di carbonio;
  • Dare priorità alla conservazione dell’acqua;
  • Riutilizzare e riparare i server;
  • Identificare strategie per il riciclaggio del calore.

La forte spinta green dunque, trova le sue fondamenta proprio in un utilizzo sostenibile del cloud computig. Ma a che punto siamo su questo fronte in Europa?

L’Italia è al quarto posto per utilizzo del cloud computing.

Secondo un’indagine di Eurostat, il 98% delle imprese dell’Unione con 10 o più dipendenti ha accesso a internet, ma solo il 36% sfrutta i servizi in in cloud (dato raddoppiato rispetto al 2016, quando si parlava del 19%). Nello specifico, il 76% delle aziende dichiara di servirsi del cloud per i servizi di posta elettronica, il 67% per l’archiviazione dei file, il 58% per l’utilizzo dei software aziendali e il 47% per ospitare i propri database.

C’è poi chi ne usufruisce per accedere ad applicazioni software più avanzate come la gestione finanziaria o contabile (45%) e la gestione delle relazioni con i clienti (27%).

In questo contesto, la Finlandia si posiziona al primo posto con il 75% delle imprese che fanno ricorso al cloud, seguita da Svezia (70%) e Danimarca (67%). All’estremità opposta, con meno di un’azienda su cinque, si collocano la Bulgaria (11%), la Romania (16%) e la Grecia (17%).

L’Italia è quarta in classifica con una percentuale pari al 59%. Nel dettaglio, il 96% delle imprese italiane usufruisce del cloud per i servizi di posta elettronica, il 63% per l’utilizzo dei software aziendali e il 55% per l’archiviazione dei file.

E la tua azienda, di quale servizi in cloud usufruisce? Raccontacelo.

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